venerdì 28 marzo 2014

Percorsi spirituali ad Avalon: il Labirinto (parte 2)

...continua da qui!

Domenica 2 marzo


Nonostante tutto, un'altra ora o due sotto le coperte me la sarei fatta volentieri...ma un'altra giornata intensa ci aspettava.
La mattina si è svolta in maniera molto semplice, ma densa di emozioni: ci è stato chiesto, a turno, di raccontare quello che volevamo o potevamo dell'esperienza del Labirinto del giorno prima. Massimo quattro minuti a testa.
Quarantadue persone.
Detto così può sembrare noioso. Parecchio noioso, quarantadue persone che parlano della stessa cosa.
In realtà significa fare una cosa che non siamo abituati a fare: parlare e confrontarci. Siamo abituati a pensare "No, non l'ho fatto bene, le sensazioni che provo non sono vere, oddei mi sono messa a piangere, che figuraccia"...e un sacco di immondizie simili. La condivisione, in questo caso, penso abbia aiutato molti di noi a tirare fuori emozioni che di solito - per vergogna o paura - rimangono nascoste; scoprire che gli altri possono aver provato qualcosa di simile può darci quel po' di rassicurazione che ci serve sulla realtà dei nostri sentimenti.


Dopo tanto tempo seduti, un po' di movimento ci voleva. Prima di pranzo, ci siamo ritrovati tutti a danzare e cantare intorno all'altare centrale, con l'aiuto di due favolose suonatrici di tamburo che hanno messo le ali ai nostri passi. Purtroppo la maggior parte delle canzoni erano in inglese, così ho approfittato per lanciare un appello: abbiamo tanto bisogno di canzoni in italiano! Compositori e scrittori, fatevi sentire!



Per il pomeriggio ci aspettava un'altra attività sacra: l'Oracolo.
Quello dell'Oracolo è un altro ruolo che si sta cercando di recuperare nelle tradizioni della Dea. Prescinde dalla divinazione nel senso classico del termine perchè, in questo caso, è una Sacerdotessa addestrata, in stato di coscienza alterata, ad ascoltare le domande del supplicante e ascoltare e ripetere la risposta che la Dea le sussurra. E noi avevamo ben tre Sacerdotesse che ci attendevano, le loro fattezze rese irriconoscibili e misteriose dai veli. Sì, d'accordo, dalla corporatura e dalla voce le potevamo riconoscere (sopratutto quelli di noi che le conoscevano bene di persona): ma come era già successo il giorno prima, ho visto nettamente l'aspetto rituale avvolgere la persona a cui eravamo abituati, uno spostamento di realtà sottile come un velo...però incredibilmente potente da vedere di persona.
Potevamo fare solo una domanda. Una. Questo ha messo molti di noi in crisi, anche perchè eravamo stati avvisati che non sempre le risposte potevano sembrare coerenti...l'aggettivo "sibillino" dice niente?




Alla fine dell'Oracolo, abbiamo avuto ancora un'oretta per parlare, e abbiamo ancora condiviso esperienze e opinioni. Si è parlato anche della Goddess Conference, perchè si sta organizzando un viaggio di gruppo per andarci...le nostre avventure con la Dea sono appena iniziate.


Foto di Yasmine Estienne

Sono profondamente grata a Kathy, a Erin, a Anna, a Sarah, a Claudia, a Mirko, alle due fantastiche traduttrici che per due giorni ci hanno permesso di comunicare con la gente di Avalon, e a tutti gli altri partecipanti. Spero che vi siate ritrovati in queste righe, che abbiate ricordato e che abbiate sorriso, e che magari vogliate lasciarmi un saluto nei commenti!


E qui ci siamo scatenati tutti!!

mercoledì 26 marzo 2014

Percorsi spirituali ad Avalon: il Labirinto (parte 1)


A quasi un anno di distanza dal primo appuntamento italiano con Kathy Jones del Glastonbury Goddess Temple, l'1 e il 2 marzo si è svolto a Collegno (TO) un altro fantastico workshop, ospitato dall'Associazione Laima. Stavolta, oltre a Kathy e Anna, c'erano anche Erin McCauliff, insegnante delle Sacerdotesse e dei Sacerdoti in addestramento a Glastonbury, e altre due Sacerdotesse italiane, Sarah e Claudia1.
Con queste premesse, c'era di che emozionarsi...e come al solito, ero entusiasta come una groupie!
Assieme a loro, trentasette donne e ben quattro - quattro! - uomini, giunte e giunti da ogni parte d'Italia. Letteralmente: sia in orizzontale (Gorizia) che in verticale (Sicilia).


Il luogo era molto particolare: Villa 5 è un complesso attualmente utilizzato da diverse associazioni - in collaborazione con la Città di Collegno - tutte ad elevata componente femminile, per sviluppare progetti no-profit collegati con il territorio...ma era un manicomio per donne.
Vengono i brividi a pensarci, vero?
Anche per questo lavori del genere sono così importanti. Per portare guarigione e gioia a un luogo che ha visto tanto, tanto dolore.


Sabato 1

Molte di noi si erano già viste a Vigonza, ma da un anno a questa parte ne era stata fatta di strada...infatti, molte delle partecipanti facevano parte dei Cerchi che studiano la Ruota di Avalon a Torino (con Sarah Perini) e a Mestre (con Anna Bordin).
Per cominciare, la prima cosa da fare è salutare le padrone di casa: abbiamo invocato le Dee della Ruota di Avalon e, al centro, oltre a Nolava c'era anche Diana, matrona della nostra grande e bella penisola.
L'invocazione per me è sempre stato un momento molto speciale, ma stavolta c'ero dentro fino al collo...mi avevano affidato l'invocazione dell'Ovest, della Madre Terra, Banbha e Gaia, e della Morgen Moronoe. Era la prima volta che facevo qualcosa sulla Dea con così tante persone, e anche se è stato un momento piccolo piccolo mi ha dato tanta, tanta gioia.


Foto di Valerie Melissa Alberti

L'altare centrale della grande sala che ci ospitava era molto bello, un grande "tappeto" ad otto spicchi (uno per ogni festa della Ruota, più quello centrale) su cui ciascuna di noi aveva deposto qualcosa di speciale, per portarsi a casa un po' dell'energia che avremmo sprigionato in quei due giorni. Le candele erano semplici candele bianche, ma in esse ardevano la Fiamma di Avalon e la Fiamma di Brigid.


Da sinistra: Sarah, Kathy, Erin, Duncan
Seconda fila, in avanti: Claudia e Anna

La mattinata è stata dedicata al racconto, in prima persona da Kathy e Erin, su cosa significhi ri-creare le tradizioni della Dea e come è stato portare avanti questa ricerca nel corso degli anni. Si è parlato di come in questa tradizione non esistano dogmi, solo intuizioni, esperimenti, fallimenti (sì, anche quelli), e di come ci si è rese conto di cosa voleva dire riportare la Dea nel mondo: cambiare la società stessa, il modo di pensare a noi stessi, alle relazioni con il nostro sesso e l'altro e con il mondo che ci circonda. Dai primi trainings per l'addestramento delle Sacerdotesse si è passati alla Goddess Conference e poi all'apertura del Goddess Temple, il primo tempio dedicato alla Dea in Europa da almeno 1500 anni.

E' arrivato! E' arrivato!

Un altro momento emozionante è stata la presentazione (rullo di tamburi!) di Sacerdotessa di Avalon, Sacerdotessa della Dea, la traduzione italiana del libro di Kathy Jones che serve per l'addestramento delle Sacerdotesse e che può essere usato, passo passo, come guida per riconnettersi con la Dea e la Sua natura. Ho seguito il lavoro da vicino e vi posso assicurare che l'impegno delle nostre Sacerdotesse Anna e Sarah e della traduttrice, Federica, ha prodotto un'edizione italiana decisamente notevole. Chapeau!

L'edizione inglese

Tra una cosa e l'altra era arrivata l'ora di pranzo. Ecco, devo dire che in questi appuntamenti l'ora dei pasti diventa uno dei momenti più stimolanti della giornata: ognuno di noi ha un motivo per essere lì, ci confrontiamo, commentiamo, suggeriamo...ad esempio, tra una cucchiaiata di pasta ai legumi e un pomodoro gratinato (il buffet vegetariano era ottimo) è saltata fuori la faccenda che stavamo spendendo «...tutta questa strada per stare a vedere una tizia che mescola la terra di qui con quella di casa sua, ci agita una candela sopra, ci versa dell'acqua e apre un barattolo pieno d'aria...» perchè Kathy lo aveva appunto fatto durante la cerimonia di apertura, unendo l'acqua, la terra, l'aria e il fuoco di Avalon con quelle di Torino «...se lo sapessero i miei colleghi creperebbero dalle risate.»2
Poi però la stessa persona ha sorriso e ha continuato dicendo: «Beh, se si sta a guardare la realtà pratica delle cose è un discorso, ma se invece si guarda dell'importanza di essere qui, degli sconosciuti, tutti insieme, per uno scopo comune questi gesti diventano straordinari.»

Questo giusto per darvi un'idea del tenore dei discorsi.


Quando, ancora presi dalle chiacchiere, siamo tornati alla sala, ci hanno avvertito di entrare e toglierci le scarpe, mantenendo il silenzio. Quest'ultima richiesta non è stata difficile da esaudire...la sala era avvolta nell'oscurità, con poche candele a far luce, e un grande labirinto unicursale era stato tracciato sul pavimento con del semplicissimo nastro adesivo di carta.
Ora, io non mi considero una persona suggestionabile: per me molte delle cose di solito utilizzate nei rituali - candele, musica, addobbi, oggetti, ecc. - servono sopratutto a mantenere la mente nel giusto stato di coscienza e consapevolezza, cosa che sarebbe più difficile affidandosi solo alla concentrazione. Però stavolta è stato molto diverso e mi sono lasciata tranquillamente sommergere da quella sensazione di sacralità e mistero.
Nel silenzio è entrata Kathy, che ha percorso il labirinto andandosi poi a sedere al centro. Per la prima volta in Italia si stava realizzando ufficialmente un embodiement, cioè la Sacerdotessa che avevamo di fronte aveva messo da parte la sua personalità e il suo essere per lasciar parlare la Dea attraverso le sue labbra, per dare un messaggio a ciascuno di noi. E ciascuna di noi, a turno, è stata presa per mano da una Sacerdotessa, ha ascoltato gli avvertimenti della Guardiana del Cancello, ha percorso il Labirinto affrontando se' stessa ad ogni svolta, si è inginocchiata davanti alla Dea per ascoltare le Sue parole ed è uscita, meandro dopo meandro, per ritrovarsi poi accolta dalle Sacerdotesse che attendevano fuori e segnata con la terra sacra, un semplice segno sulla fronte che identificava chi aveva percorso il cammino.

immagine tratta da cysgodcannid.blogspot.it, giusto per darvi un'idea di cosa avevamo di fronte...
però immaginatevelo al buio e con la luce delle candele.

Com'è stato? Uguale e diverso per tutti, come spesso sono queste esperienze. Non ne parlo più a fondo qui perchè spero che possiate conoscere qualcuno che vi racconti com'è stato per lei e magari lo possiate provare a vostra volta...posso solo dire che per me è stato totalmente diverso da quello che mi aspettavo. Sono una persona che si fa molte, troppe aspettative mentali su come possono essere le esperienze ed anche questo è stato un insegnamento. :)

...continua...

Note:
1 - Mancava solo LauraGhianda per completare la squadra delle Sacerdotesse italiane...un numero in crescendo!
2 - Tu sai chi sei. Se ho riportato le tue parole in maniera sbagliata, correggimi per favore!

sabato 15 marzo 2014

Preghiera a Sulis


Colore: blu, bianco, rosso
Elemento: Acqua e Fuoco
Altare: su una tovaglia verdeazzurra mettete una grande ciotola di coccio piena d'acqua termale, con dentro alcuni cristalli. Attorno mettete un mestolo, dei bicchieri, e candele rosse e arancio.

Signora delle acque sacre,
Signora della sorgente santa,
Tu che con le acque ribollenti
Pulisci i nostri cuori
E chiarisci le nostre menti
Dalla sporcizia raccolta
Nella vita di tutti i giorni,
Tu che ci ispiri
Con un sorso del tuo fluire,
Tu che racchiudi i nostri segreti
E ci dai rispetto,

Tu che vendichi i soprusi
E ascolti gli oppressi,
Mantienici puliti e fluenti,
Portatori d'acqua, donatori d'acqua,
Risananti, guaritori,
E possano le nostre profondità
Fare eco alla Tua canzone.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

venerdì 31 gennaio 2014

Mantra della Triplice Brigid

Ho scritto questa preghiera (piccola piccola) in un momento di grande difficoltà...possa Brigid rispondere al vostro richiamo quando avete bisogno di Lei.
Felice Imbolc a tutti, Eilantha



Brigid, Guaritrice,
Guarisci le mie ferite.
Brigid, Cantrice,
Lenisci il mio dolore.
Brigid, Signora della Forgia,
Tempra il mio acciaio.

© Eilantha Redspring 2013



sabato 25 gennaio 2014

Viaggio a Kildare: il fuoco sacro di Brigid

Con Imbolc in arrivo e tutte le informazioni su Brigid, ci si ritrova a parlare e a leggere di Kildare, l'antica Cill Dara, il luogo dove sorgeva l'antico tempio della Dea e le sacerdotesse custodivano la Sua fiamma sacra.
Ma cosa è rimasto adesso di Brigid a Kildare? Come possiamo ritrovare i Suoi volti e la Sua devozione nei luoghi che hanno visto fiorire il suo culto?

1. introduzione e informazioni pratiche
2. il fuoco sacro: dov'era, com'era, culto e devozione
3. le sorgenti sacre
4. Solas Bhride


Sul lato nord della cattedrale che domina Kildare, un recinto circonda il luogo dove si trovava il fuoco sacro di Brigid.



Giraldus Cambrensis1 lo descrive così nel 1185:
"A Kildare, nel Leinster, che la gloriosa Brigid ha reso famosa, vi sono molti prodigi che meritano di essere ricordati. E il primo fra tutti è il fuoco di Brigid che dicono sia inestinguibile, non perché non possa essere estinto, ma perché le suore lo hanno con così tanta cura alimentato che non si è mai estinto dai tempi della vergine fino ad oggi. E nonostante una così gran quantità di legna e per un così lungo periodo di tempo vi abbia bruciato, le ceneri non vi si sono mai accumulate. Benchè al tempo di Brigid vi fossero venti serve del Signore, di cui la ventesima era Brigid stessa, dopo la sua morte fino ad oggi ve ne sono rimaste solo diciannove e tale numero non è stato mai aumentato. Tutte in ordine custodiscono il fuoco a turno, ciascuna nella sua notte. Alla ventesima notte, l’ultima, la diciannovesima suora mette i ceppi nel fuoco dicendo: «Brigid, custodisci il tuo fuoco, questa è la tua notte.». E il fuoco viene lasciato e così ritrovato il mattino seguente....Il fuoco è circondato da un cerchio fatto di vimini che nessun uomo può attraversare. E se per caso uno osa entrare (e qualche avventato ci ha provato) non può sfuggire alla vendetta divina. Solo alle donne è permesso soffiare sul fuoco e non con la bocca ma con il mantice."2
É acclarato che il fuoco sacro della santa sia molto più antico dell'avvento del Cristianesimo, e che appartenesse al culto della Dea; quindi prima delle suore sarebbero state diciannove3 sacerdotesse a custodirlo4.
Nonostante la cristianizzazione del culto, già nel 1220 il fuoco venne spento per ordine del vescovo di Dublino. Riacceso poco tempo dopo, fu definitivamente estinto durante la soppressione dei monasteri, nel XVI secolo. Solo nel 1993 si vedrà una nuova Fiamma di Brigid ardere nel luogo dove era stata accesa per più di mille anni.


Il legame del fuoco con la dea Brigid, almeno stando alle fonti, è molto tenue. Se la dea viene descritta come fabbro, guaritrice e poetessa, solo il primo di questi tre aspetti ha a che fare direttamente con il fuoco5 Il collegamento principale è proprio l'esistenza del fuoco sacro, l'altro indizio ci viene dalle tradizioni popolari irlandesi e scozzesi: Brigid è collegata ai riti di benedizione, cura e mantenimento del fuoco del focolare, tanto che persino le ceneri delle croci di paglia intrecciate in suo onore vengono usate per benedire i campi (dunque doppia valenza di fertilità del fuoco e fertilità della terra).
Nella concezione moderna di Brigid, anche il suo fuoco viene - per meccanismo di inversione - interpretato come triplice: oltre al fuoco della forgia, il fuoco della febbre che porta la guarigione e quello ardente dell'ispirazione. 


Ancora oggi il sito del fuoco sacro è riverito e venerato: durante la mia visita, nell'agosto 2013, sul sottile strato di ghiaia che ricopriva il luogo era tracciata una croce solare e c'erano diverse offerte.


Meditazione sulla Fiamma Sacra di Brigid
Occorrente: una piccola candela, accendino o fiammiferi, una croce di Brigid in materiale non infiammabile (facoltativa), un'offerta (nastri, perle, conchiglie, erbe...)

Radicatevi e centratevi.
Se vi trovate nel luogo della fiamma sacra a Kildare, tracciate la croce di Brigid nella ghiaia; se siete altrove, tracciatela al suolo o posizionate davanti a voi la croce.
Accendete la fiamma e poggiatela al centro della croce, poi fissatela per qualche momento, giusto il tempo di vederla anche quando sbattete gli occhi.
Mettetevi in una posizione comoda e chiudete gli occhi.
Immaginate di essere nell'antica Cill Dara. E' il tramonto, e nel villaggio che circonda il santuario tutti stanno tornando alle loro case. Voi siete alla base della collina che ospita il santuario, e cominciate a salire il sentiero che porta in alto.
Giunti alla sommità vedete l'ingresso del recinto sacro, due pietre scolpite ne delimitano i lati. Passate attraverso l'entrata, dando una carezza alla Sheela-Na-Gig che ne è la custode, scolpita sulle pietre.  Nell'aria fresca della prima sera, scorgete le piccole case rotonde delle sacerdotesse, le tipiche case di rami intrecciati coperti di argilla e gesso per tenere fuori il gelo.
Il santuario del fuoco che vedete è più grande, fatto con gli stessi materiali, ma mani amorevoli nel corso degli anni hanno modellato e dipinto l'argilla e il gesso, decorandolo con spirali, triangoli e croci. Ci girate attorno, poi prendendo un bel respiro scostate con delicatezza la spessa tenda che ne chiude l'ingresso.
Un buon profumo di fumo di legna vi stuzzica le narici. Entrate.
L'interno è illuminato dal fuoco sacro, che arde in una fossa circolare scavata nel pavimento di liscia terra battuta. Oltre al fuoco c'è una sacerdotessa, seduta su di uno scranno coperto di pellicce. Lei vi sorride e si alza, venendovi incontro e salutandovi. 
«Tocca a te, questa è la tua notte.» 
Si toglie il pesante scialle di lana colorata che porta sulle spalle e vi avvolge con esso, poi vi indica la riserva di legna che occupa il perimetro del santuario.Sarà compito vostro gestire il fuoco sacro per quella notte.
Vi saluta di nuovo ed esce.
Ora siete sole. Vi sedete e fissate il fuoco. Pensate alle sue qualità, sia benefiche che distruttive. Pensate alla sua potenza e a come ha permesso al genere umano non solo di difendersi e di cuocere i cibi, ma di dare inizio alle arti e all'artigianato. Pensate agli epiteti di Brigid. Il fuoco permette di lavorare i metalli, che possono diventare armi per dare morte o attrezzi per sostenere la vita; è il cuore umano che decide come usarlo.
Il fuoco nutre, guarisce, permette di stare al caldo. Pensate come doveva essere quando era l'unica cosa che separava l'umanità dal freddo della notte, dai rigori dell'inverno, dalle zanne dei predatori.
Pensate alla piccola scintilla di fuoco che è in voi, quella che vi permette di sentirvi forti, di non arrendervi, di creare, di amare: quella scintilla, il fuoco che avete di fronte, il grande fuoco del sole e delle stelle, sono tutt'uno.
Mentre pensate a tutto questo sentite la presenza della Dea nelle fiamme, lì accanto a voi. Parlate con lei, chiedetele consiglio o ringraziatela per i suoi doni. Sentitevi colme del suo calore e della sua forza.
Rimanete con lei per quanto tempo volete. 
Quando avete finito, è ormai l'alba. Un'altra sacerdotessa scosta la tenda e vi da' il cambio nella veglia. Ringraziate la Dea inchinandovi di fronte al fuoco, poi uscite. Ripercorrete il sentiero fino all'uscita, poi salutate la Sheela-Na-Gig, ringraziandola per aver vegliato su di voi in questo viaggio.
Quando siete pronte aprite gli occhi, stiracchiatevi e muovetevi per tornare pienamente coscienti del vostro corpo.
Se il luogo lo richiede, spegnete la fiamma e portatela con voi; se potete, lasciatela bruciare del tutto.
Ricordatevi, prima di andare via, di lasciare le offerte che avete portato con voi come ringraziamento6.

Bibliografia:
Brian Wright, Brigid: Goddess, Druidess and Saint, The History Press Ltd, 2009
ISBN: 978-0752448657

Note:
3 - il diciannove è un numero sacro, in quanto rappresentativo del ciclo metonico.
4 - Secondo Caitlin e John Matthews, potrebbe essersi invece trattato di due sorellanze di nove. Ladies of the lake, Thornsons, 1992 pag. xxxvii
6 - © Eilantha Redspring 2013

lunedì 20 gennaio 2014

Viaggio a Kildare: introduzione e informazioni pratiche

Con Imbolc in arrivo e tutte le informazioni su Brigid, ci si ritrova a parlare e a leggere di Kildare, l'antica Cill Dara, il luogo dove sorgeva l'antico tempio della Dea e le sacerdotesse custodivano la Sua fiamma sacra.
Ma cosa è rimasto adesso di Brigid a Kildare? Come possiamo ritrovare i Suoi volti e la Sua devozione nei luoghi che hanno visto fiorire il suo culto?

1. introduzione e informazioni pratiche
2. il fuoco sacro: dov'era, com'era, culto e devozione
3. le sorgenti sacre
4. Solas Bhride

Cominciamo dal principio geografico: Kildare è un villaggio irlandese che sorge nell'omonima contea, a sud rispetto a Dublino. Nonostante sia il centro storico della contea, non ne è il capoluogo; ciò la rende una cittadina tranquilla e facile da visitare anche a piedi.

Come arrivare:
In auto: prendere la M7/N7 verso Kildare
In bus: da Dublino (Bus Station Connolly)  si prende il n. 126, si arriva in un'ora e mezza. C'è un bus ogni ora circa, per controllare gli orari consultate il sito della Bus Eireann
In treno: da Dublino (stazione di Dublin Heuston) la percorrenza è di 30'-45' circa. il sito è Iarnrod Eireann.
Nota: i trasporti pubblici sono costosi ma confortevoli.




Appena arrivati, la prima tappa nella piazza principale è sicuramente il Kildare Town Tourist Office: sarà il vostro punto di riferimento per gli spostamenti e per la ricerca di informazioni. Le signore dietro al bancone sono molto gentili...trattenetevi dal comprare tutte le croci di Brigid che vedete e chiedete, invece, se è possibile incontrare suor Mary e suor Rita Minehan del Solas Bhride. (se avete in programma di stare a Kildare solo per un giorno, vi consiglio di mandare una mail prima per poter programmare l'incontro.)


Fermatevi ad ammirare l'elaborata scultura di fronte al Tourist Office: è stata inaugurata nel 2005 ed è composta da una colonna fatta di steli intrecciati, in cima alla quale si aprono delle foglie di quercia e una cupola rovesciata come quella delle ghiande, nella quale nel 2006 la presidentessa irlandese Mary McAleese ha acceso la Fiamma di Brigid ad Imbolc.



Ora viene la doccia fredda.
Per noi pagani l'equazione è semplice: Kildare=Brigid. Se siamo abituati a luoghi tipo Glastonbury, ci aspettiamo che a Kildare tutto, tutto, tutto riguardi la nostra Dea o almeno la santa relativa.
Purtroppo no.
Il monumento ai caduti raffigura la santa; ci sono croci di Brigid un po' ovunque; ma non fatevi troppe illusioni...persino nel negozio new age locale, che ti aspetteresti avere un intero scaffale dedicato alla Dea, non c'è niente. Niente.



L'unica statua di Brigid (Dea) l'ho trovata al Solas Bhride, comunità di suore. Suore cristiane.
I casi sono due: o per i cittadini di Kildare l'appartenere alla città di Santa Brigida è una cosa così naturale che non viene mostrata per motivi commerciali, ed emerge solo nelle feste dedicate, o Santa Brigida viene trattata come una santa qualunque e della Dea sottostante non gliene frega niente a nessuno.
Sad, but true.
Questo è un po' il motivo per cui ho deciso di scrivere questa serie di articoli: per conciliare i luoghi di Brigid e la conoscenza e la devozione che abbiamo di Lei e per Lei.



Per mangiare:
Si arriva tra i prati in pochi minuti, quindi è possibile mangiare al sacco! Il supermercato Despar locale è a pochi passi dalla piazza principale, su Claregate Street.
Se invece volete mangiare qualcosa di più sostanzioso, consiglio il Silken Thomas sulla piazza principale.

Importante:
Controllate gli orari per un eventuale ritorno. Ho cercato di descrivere al meglio quanto tempo ci vuole per le attività qui presentate, ma vale sempre la pena di organizzarsi per non perdere l'ultimo treno!

lunedì 30 dicembre 2013

Preghiera a Skadi


Colore: bianco, ghiaccio
Elemento: Aria
Altare: un drappo bianco e azzurro ghiaccio mettere fiocchi di neve, rami argentati, un corno di idromele, la figura di un lupo bianco, arco e frecce, e una ciotola di carne.

Salve, Cacciatrice delle nevi e del ghiaccio!
Salve, moglie di Njord del mare
Che non accetta compromessi,
Che non vuole vivere sulle sponde del mare
Che non vuole lasciare le sue amate montagne.
Tu che percorri instancabile i sentieri innevati
Con la tua slitta tintinnante,
Lasciando le tracce sanguinanti delle tue prede,
Ti onoriamo, Signora della Sopravvivenza!
Sposa d’inverno dal manto bianco
Steso sui campi e sui monti,
Respiro di vento gelido,
Lupo bianco nella neve,
Signora del freddo e stellato cielo del Nord
Sulla tundra ghiacciata.
Insegnaci a conoscere il bordo affilato
Tra il vivere e il morire,
E la fredda, nuda verità
Che questo limite rivela.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.