giovedì 23 ottobre 2014

Diwali


"La festa di Divali, festa delle luci, rappresenta la divina unione di Laksmi con il Dio Visnu. In questo periodo ogni luce, ogni lumino, ogni lampada viene accesa in onore della venuta di Laksmi sulla terra, come per rischiararle il cammino e rendere ogni casa, ogni villaggio, ogni capanna sparsa nella foresta accoglienti e pronti per la visita della Madre Divina portatrice di abbondanza e prosperità.
Nel sud dell'India, in questi giorni, di mattina molto presto, alle quattro, dopo il
brahmamuhurta, gli indù si lavano, si cospargono il corpo di olio e indossano, così puliti e profumati, vestiti nuovi. I più fortunati fanno il bagno nel fiume Gange in segno di purificazione. E' diffusa anche l'usanza di scambiarsi abiti, sari e doti, dai vivaci colori; anche i datori di lavoro, in questi giorni, regalano vestiti ai propri dipendenti. Ognuno dimentica gli antichi rancori, tutti sono gentili e festosi e si abbracciano gioiosamente in segno di amicizia.
La vibrazione molto intensa che aleggia negli animi delle persone si sente nell'aria ed è così potente da cambiare, anche solo per qualche giorno, il cuore delle persone e avvicinarlo all'amore divino.
In questi giorni, soprattutto nel nord, i commercianti approfittano per iniziare nuovi libri contabili e pregano Laksmi per il successo e la prosperità della loro attività.
Le migliori illuminazioni si possono ammirare a Bombay, nel famoso tempio d'oro di Amristar, dove migliaia di lucine vengono accese sugli scalini della grande vasca del tempio. Tutti i maestosi templi del sud India, come Tanjore, Tiruvannamalai, Maturai, sono scintillanti di lampade di tutti i tipi.
Il sole, la luna, le stelle, tutte le luci del mondo non potranno mai uguagliare la luce della Conoscenza. Emergiamo dall'oscurità e dall'ignoranza e realizziamo, attraverso la meditazione, la luce eterna dell'anima".

(tratto da Sri Vidya n.4 pag.5) (Web)



giovedì 18 settembre 2014

Rituali sulle rive del Belice



Un "misterioso" rito nei primi di Settembre sulle rive del Belìce aveva suscitato perplessità e stupore nei presenti e nei numerosi lettori di Castelvetranonews.it. Circa 13 persone guidate da una “sacerdotessa” con lunghe vesti bianche si erano radunati sulle rive del fiume con tanto di “rito di iniziazione”.
I 13 “iniziati” erano totalmente coperti di fango, venivano messi al cospetto della “sacerdotessa” che – dopo aver sussurrato loro delle parole – li accompagnava ad immergersi totalmente come un battesimo purificatore - nelle acque del fiume.
La Redazione è riuscita a mettersi in contatto proprio con la "sacerdotessa" Alessandra Di Gesù la quale ha spiegato personalmente la natura di quei riti svoltisi alla foce del fiume Belice.


Chi è la “sacerdotessa” Alessandra Di Gesú?

"Per descrivere la mia attività sono solita utilizzare la metafora dell'accordatore di strumenti, come un accordatore accorda lo strumento perchè suoni in maniera armoniosa in una sinfonia con gli altri strumenti, cosí io aiuto le persone ad "accordarsi" per vivere in armonia con se stessi, con gli altri, con il mondo.
I lavori di Selinunte e le tre giornate che tanta curiosità hanno destato in chi si è casualmente trovato ad assistervi si iscrivono in questa Opera che vede come primo fondamentale passo il recupero della memoria, delle proprie origini e delle radici culturali come tassello di una conoscenza piú profonda di Sè.
Avendo avuto la fortuna di nascere in Sicilia, sin da piccola ho sentito un legame profondo con la dimensione magica e misterica di questa terra popolata sin dalle origini da Dee, Dei, ninfe, sirene, fate, giganti, eroi, personaggi mitici e antiche civiltà di cui possiamo ripercorrere le impronte. In particolare il contatto con la "Tradizione Misterica Selinuntina" è stato per me importante, venivo ai Templi sin da bambina, quando erano ancora aperti e non recintati, vi passavo le giornate percependone l'energia, giocando a celebrare riti che poi ho scoperto essere frutto di antiche memorie... ".

Perchè proprio Selinunte come sede del vostro incontro?

"Forse in pochi sanno che Selinunte e la valle del Belice, con la sua vasta struttura templare e l'importantissimo santuario dedicato a Demetra Malophoros e Kore Persefonessa, è stata al centro della trasmissione e della diffusione di "Misteri" antichissimi, un sistema di pratiche spirituali di natura iniziatica volte a generare nel singolo individuo una trasformazione profonda, far vivere l'esperienza del divino che è in ognuno di noi e condurre alla comprensione della natura della vita oltre la morte.
Ecco il significato e l'importanza di dedicare tre giornate esperienziali nella valle del Belice e all'interno del santuario di Selinunte per ripercorrere le tappe salienti e gli aspetti piú autentici degli antichi "Misteri" che un tempo vi venivano celebrati.
Ed è straordinario osservare con quanta forza e con quanta attualità queste antichissime pratiche con i loro riti, i loro simboli e i loro miti parlino all'uomo contemporaneo guidandolo verso una comprendione piú ampia della propria esistenza."

Qual è la sua missione?

"Come studiosa, depositaria, custode dei "Misteri" per via di trasmissione diretta, ho la responsabilità e la volontà di dare il mio contributo alla crescita collettiva e al recupero della memoria frantumata e dispersa, aprendo la trasmissione a coloro che sentano oggi il richiamo di quella voce che viene dalla parte piú antica di se.
Come del resto negli ultimi decenni operatori sciamanici, maestri e guide spirituali stanno facendo dalle Americhe all'Oriente, destando un grande richiamo ed interesse a conferma di un bisogno sopito di rinascita spirituale.
Aprire dunque al recupero della conoscenza dei "Misteri del Mediterraneo" vuol dire dare l'opportunità di riscoprire la via della spiritualità attraverso una Tradizione che è all'origine della nostra civiltà e che appartiene alle nostre radici. "

Che significato ha compiere i Riti negli antichi templi?

"I grandi maestri costruttori edificarono santuari e luoghi come Selinunte, lungo linee energetiche della terra, con particolari allineamenti astronomici e creando delle geometrie sacre, che aggiungono al valore e al fascino archeologico, un significato spirituale ed esoterico che fa di questi luoghi veri e propri portali.
Realizzare al loro interno la rievocazione delle antiche pratiche rituali, delle feste, delle celebrazioni, dei "Misteri" di un tempo permette di riaprire un ponte di far rivivere questi luoghi e di far risorgere un'energia sopita nella Terra e dentro di Noi."


Cosa avete fatto nelle "Tre giornate Selinuntine"? Perchè proprio il “battesimo” alla foce e l'argilla nei corpi?

La prima giornata si è svolta alla foce del Belice dove si trova una fonte naturale di argilla considerata sacra e miracolosa sin dai tempi antichi. Qui si è svolta la prima fase, quella che in alchimia viene definita "nigredo", ogni partecipante ha simbolicamente "sacrificato" e "lasciato andare" una parte del proprio Ego un apetto della propria personalità e delle proprie abitudini di cui liberarsi (paure, invidie, attaccamenti, superbia...) con l'intento di trasformarli in manifestazioni del proprio Sè superiore, della propria anima (condivisione, gratitudine, gioia, umiltà, amore...
Dunque l'argilla rappresenta la vecchia pelle, la corazza, di cui liberarsi per far emergere la parte piú autentica di noi stessi. Alla "nigredo" è seguita "l'albedo", i partecipanti si sono liberati di questa pelle indesiderata, immergendosi alla foce del fiume lí dove le acque dolci incontrano le acque salate un punto molto forte sotto il profilo energetico, dove si crea una insenatura che rappresenta l'utero materno e le tube, per cui ciascuno immersosi nel simbolico grembo della Madre è rinato dalle acque del mare sotto il segno dell'Amore come del resto la sua Dea Afrodite.
Una volta purificati nel corpo e nello spirito, si ha avuto accesso all'area sacra, ai templi e al santuario dove abbiamo dedicato la seconda giornata di lavori, per approfondire gli aspetti storici culturali e cultuali legati ai "Misteri Selinuntini" proprio nei luoghi in cui venivano compiuti, riconnetterci con archetipi potenti di cui gli Dei sono simbolo e manifestazione, abbiamo ricostruito le tappe fondamentali di quello che era un tempo il percorso rituale, condotto letture tratte da antichi passi misterici, dagli inni Omerici e dalla letteratura del tempo.
Al santuario abbiamo sostato per compiere alcuni atti della celebrazione dei "Misteri" che sono culminati nella "Visita della Dea Demetra Velata" attraverso la cerimonia di "incorporazione della Dea".

Chi sono i partecipanti del "Cerchio"? 

"Coloro che hanno partecipato e che in generale partecipano a questo tipo di attività sono un gruppo di donne e di uomini che provengono da tutta Italia e che nella loro vita quotidiana svolgono le piú varie attività. Persone accomunate dal desiderio e dalla volontà di aprirsi ad un livello piú espanso di coscienza, di conoscenza di Se e di comprensione della Realtà.
Persone che seguono un percorso di riscoperta di una spiritualità autentica che parla il linguaggio della Natura, degli Elementi, della Terra e delle testimonianze del nostro passato. Persone in cammino nella via della riscoperta di Sé come occasione di rinascita personale e collettiva."



Il Messaggio che volete mandare?

"La forza e l'attualità con cui i "Misteri" ci parlano a distanza di millenni, l'interesse che destano anche in chi vi si imbatte senza conoscerne la natura e la storia, deve farci riflettere sull'importanza di aprire i "Cerchi" per creare un Cerchio sempre piú ampio, dando alle persone pronte per questo tipo di esperienze ed autenticamente interessate l'opportunità di accedere a percorsi di crescita personale e a conoscenze che per millenni sono state veicolate all'interno di una ristretta cerchia di iniziati."


giovedì 11 settembre 2014

Kellianna in Italia!


Primo concerto italiano di Kellianna
4 settembre 2014

...io c'ero!

(foto di Roberto Fongaro)

mercoledì 20 agosto 2014

Consacrazione quotidiana


Dea, dammi la forza per servirTi ogni giorno,
di vedere la Tua bellezza nei volti di chi mi capita accanto,
di pensarti anche quando il lavoro mi sovrasta,
con i turni di dodici ore e le bollette da pagare,
visita i miei sogni squarciando le paure
guidami a Te in ogni momento
fai del mio cuore la Tua dimora.

© - Eilantha Redspring 2014

mercoledì 13 agosto 2014

Onorare Glitonea, Morgen Madre


Io sono Glitonea.
Onorami nell'alba lucente.
Rosato, accolto dal trillo morbido della gola dell'usignolo,
Il giorno si dispiega, mormorando, pieno di potenziale,
Risvegliandosi nella mia abbondanza.
Momento dopo momento, la gioia crescente del raccolto che matura,
Tutta la vita è posata su un singolo punto,
Il lungo giorno dell'estate scopre il suo seno.

Io sono Lei, Madre, Nutrice.
Nel mio grembo voi siete nutriti,
Attraverso i miei dolori del parto diventate voi stessi,
Vivendo la ricca abbondanza delle vostre gioie e sofferenze.
Madre, specchio.
Crescete voi stessi
Piantate le vostre radici profonde nel mio suolo,
Allattate voi stessi al mio seno.

Come il grano dorato matura nella vostra pienezza,
Come il verde legno di frassino vi piegate agli imperativi della vita,
Indurito dai suoi dolori e dalla sua crudezza,
Salvi nel mio cuore compassionevole fronteggiate le tempeste.

La cerbiatta bianca cammina al mio fianco
Carezzando dolcemente le vostre ferite.
Avendo ricevuto il miglior nutrimento, cercate l'equanimità,
Crescendo forti.

Sostenendovi attraverso l'intensità di tutti gli elementi,
Irrorando la terra con la vostra bontà e compassione,
Lasciate che vi guidi ad un punto fermo,
Lo scintillante essere vivi,
La squisita sensazione dell'essere pienamente presenti.
Tutto è uno.
La maturazione è tutto.
Trovate voi stessi in me.

Immanenza.
Rivelate il vostro oro.
Vero tesoro, intoccato.

da Sacerdotessa di Avalon, Sacerdotessa della DeaKathy Jones, Ester edizioni, 2014.

sabato 5 luglio 2014

Onorare Gliten, Morgen dell'Acqua


Io divento più splendente ad ogni momento che passa.
Noi non siamo del tutto invisibili...

Negli antichi oceani attorno all'Isola di Avalon
Mi avreste visto come uno scintillante, verde-azzurro
Bagliore all'angolo dell'occhio.
Scintillìo, madre-perla, Gliten son io.

Mutaforma, io sorgo dalle onde,
solo per svanire in spuma di mare.
Era quella la pinna di una sirena, un'ondina,
Una selkie o una foca,
un cavalluccio di mare che si tuffava nel profondo?

Io sono l'estate soffocante rinfrescata da polle nascoste
ombreggiate dalle mie quercie - tempio verde in una radura.
Sono la Signora del Lago, per una moneta nel mio pozzo
Riempirò il vostro calice con benedizioni triplici,
Trasformando il dolore opprimente in oro.
La mia empatia è sconfinata, compassione vera.
Con emozione vera vi conforterò,
E con le mie acque purificatrici guarirò le vostre anime.

Ma non scambiate i laghi tranquilli per onde prive di passione!
Con tempeste e temporali scuoterò le vostre sventatezze
Finchè il cambiamento arriverà - poi con un rapido guizzo
Vi porterò navi magiche con tesori nelle loro stive.

"Avalon non è più un'isola", pensate?
Giorni fa, se ricordo nel tempo, questa terra era asciutta.
E da dove pensate che venga la famosa nebbia?
Prendetene una manciata: tutto è acqua, materia di vita.

Potete metterla nella vostra tasca? Potete tenermi lì?
Il potere senza fine delle acque può erodere le catene montuose.
Le mie sorelle corvo nidificano sugli alberi più alti; loro hanno compreso
Che Gliten può, volendolo, inondare anche un deserto.


di Geraldine Charles, in Sacerdotessa di Avalon, Sacerdotessa della DeaKathy Jones, Ester edizioni, 2014.

mercoledì 28 maggio 2014

Nei luoghi più inaspettati...

A Venezia, dietro la Scuola Grande di San Rocco, c'è un ponte sopra Rio de la Frescada, che collega le due parti di Calle San Rocco.


Visualizza Luoghi sacri in una mappa di dimensioni maggiori

Ci passi due, tre, dieci volte al giorno, magari senza mai alzare lo sguardo...poi, proprio sulla sommità del ponte, dando le spalle alla caotica zona di Santa Margherita, guardi in alto e vedi lei.




Una piccola Dea, tipo la Venere di Willendorf, tonda e maestosa, a proteggere i passanti piazzata lì come per dire "Io sono qui e ci resto!"
Non sono riuscita a capire in che materiale sia fatta, ma una cosa è certa: non la si riesce a raggiungere da una finestra, dunque è stata messa lì apposta, addirittura usando una scala.

Se anche voi l'avete vista, lasciatemi scritto un commento: sono curiosa di sapere da quanto tempo la Signora è lì!