venerdì 21 dicembre 2012

Felice Solstizio!


FELICE SOLSTIZIO!

Possano la Madre Inverno e il Sole neonato portare amore e quiete nelle vostre vite, e accompagnarvi nel cammino della luce che rinasce!

Approfitto dell'occasione per ringraziare i miei lettori fissi:
Antonio Di Leo, Mirial, ChiaroDiLuna, ElenaLizzie, Elios Tigrane, Azia Medea Rubinia Antinea e Hilaera di Pantheum, e tutti voi che avete commentato su questo piccolo angolo.
Che gli Dei vi benedicano!

Eilantha

21 dicembre - Angeronalia (o Divalia)

La festività romana di oggi presenta un doppio nome: sui calendari è detta Divalia, gli autori invece la chiamano Angeronalia. Si suppone che si tratti di due nomi diversi, Dia e Angerona, associati alla stessa divinità, quella che sovrintende alla natura creatrice.
Dia viene ricordata di solito negli Ambarvalia a maggio.
I sacrifici in onore di Angerona avrebbero invece, secondo Macrobio, il compito di tenere lontani pene e dolori. Sarebbero stati officiati dai pontefici nel tempio di Voluptia, la personificazione della Voluttà, quivi rappresentata con un dito sulle labbra nel segno tradizionale del silenzio e detta qui Angerona.
Secondo un'altra versione il nome del sacrificio risalirebbe alla fine di un'epidemia di angina.
La versione più interessante ci viene da Plinio e da Solino: il sacrificio venne istituito per espiare una colpa di Valerio Sorano, che aveva pronunciato inavvertitamente il nome sacro e segreto della dea protettrice di Roma, colei che viene chiamata tradizionalmente Bona Dea. Se i nemici della città avessero infatti conosciuto il nome segreto di Roma, sarebbe stato facile conquistarla.
Non è una sorpresa che queso sacrificio venisse celebrato il 21 dicebre, giorno del solstizio d'inverno e dunque punto di passaggio in cui l'ordine del mondo poteva venire sconvolto.
L'associazione tra la dea Dia e il sacrificio effettuato nel tempio della Voluttà rappresenterebbe l'anello di congiunzione tra la fertilità della terra e quella umana; a differenza del concetto negativo cristiano, per gli antichi la Voluttà era collegata all'eros e alla forza creatrice che portava il cosmo a congiungersi e a generare nuova vita.
Siti di approfondimento:

martedì 18 dicembre 2012

18 dicembre - Festa di Epona

epona

"Ridotto dunque in questo stato e costretto in solitudine, mi ritirai in un angolo della stalla. E mentre penso fra me all'insolenza dei miei simili e per il giorno seguente macchino una vendetta per il perfido cavallo quando sarei diventato di nuovo Lucio, scorgo una statua della dea Epona che stava in un chiostro in mezzo al pilastro che sosteneva le travi della stalla, quasi nel centro esatto, che era stata ornata accuratamente di corolle di rose e per giunta fresche."

Apuleio, L'Asino d'oro III, 27

Epona era la Dea dei cavalli per la Gallia, equiparabile alla gallese Rhiannon e all'irlandese Macha.
Il suo nome deriva dalla radice indoeuropea *ékuos, che ha dato origine al latino equus, all'irlandese antico ech, e a molti altri fino a quello che ci è più familiare, il greco Ηιππος (híppos), dal quale derivano parole come ippodromo e ippopotamo, cavallo d'acqua.

Dalla Gallia il culto arrivò tra i romani probabilmente per la devozione delle truppe a cavallo; a Milano il suo tempio era situato dove oggi sorge la chiesa del S. Sepolcro.

La Dea era raffigurata sempre in groppa o accanto a un cavallo. Suoi attributi la cornucopia, simbolo di abbondanza, e la chiave e/o il cane, simbolo del suo ruolo di guida delle anime verso l'Altromondo (ricordiamoci che sono state ritrovate sepolture in cui il cavallo aveva seguito il suo cavaliere nell'ultimo viaggio...)
Il suo era un culto popolare, non celebrato con cerimonie pubbliche ma con la semplice devozione: come possiamo capire dal passo di Apuleio sopracitato, nelle stalle era facile trovare un sacello della dea. Questo ruolo di protezione è poi passato, con l'avvento del cristianesimo, a S. Antonio abate.

Links di approfondimento:
  •     Epona.net, bellissimo sito in inglese dedicato alla dea
  •     Epona su CelticWorld
  •     Epona su Il Calderone Magico
Preghiera a Epona

Saluti, Madre dei Cavalli!
Saluti, Signora i cui figli
Sono l'incarnazione del vento
E corrono come fuoco e tuono
Attraversando campi e pianure.
Portaci con Te, Signora,
Come portasti i nostri antenati
Attraverso fiumi e continenti,
Come Tu porti i nostri sogni
E i nostri incubi,
Porta con Te desideri e speranze,
Accompagnaci nell'avventura
E accompagnaci sani e salvi a casa,
E fa' che non smettiamo mai di correre
Verso il lontano orizzonte
Delle infinite possibilità.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae.
Translated with permission.

18 dicembre: Saturnalia - Saturno liberato


Colore: nero e oro
Elemento: Terra
Altare: su un drappo nero mettere otto candele dorate, ciascuna circondata da monete, una bottiglia di vino e molte coppe, e la figura di Saturno incatenato.

Ave, Signore della Disciplina,
Saturno Incatenato.
Ave al vecchio Padre Tempo
Con la sua falce tagliente,
Signore della Clessidra e della Meridiana,
A tutto ciò che mette restrizioni al brillante,
Al bello, al libero e al facile.
Tu vivi avvinto da pesanti legami,
Ma in questi giorni freddi e bui
Ti sciogliamo dalle tue catene!
Sappiamo che l’ordine non può essere mantenuto
Senza rispettare ciò che è il caos,
E così bilanciamo il benedetto ordine delle nostre vite,
Il dono di Saturno, di Eunomia, Maat, e molti altri.
Ti liberiamo, Signore delle Regole,
E ti preghiamo, sii cortese
Ancora una volta, quando indosserai di nuovo
Le tue catene, imponendole anche a noi.
Ave, Saturno!



Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae.

lunedì 17 dicembre 2012

17 dicembre: Saturnalia - Saturno incatenato



Colore: nero e marrone
Elemento: Terra
Altare: su un drappo nero mettere un orologio, una clessidra e una meridiana,
monete, una ciotola di terra, attrezzi da giardino, otto candele marroni, una tazza di
tè forte, e la figura di Saturno incatenato.

Ave, Signore della Disciplina,
Saturno Incatenato.
Ave al vecchio Padre Tempo
Con la sua falce tagliente,
Signore della Clessidra e della Meridiana,
A tutto ciò che mette restrizioni al brillante,
Al bello, al libero e al facile.
Ave, Signore delle Regole, Patrono dei Contadini
Che devono vivere incatenati al ciclo dei campi,
Seminando e zappando, che lo vogliano o meno.
Molti ti temono, Grande Nonno
Che vuole che i suoi nipoti
Mangino le verdure e siedano composti.
Grande Signore delle Lezioni Dure,
Noi sappiamo che ci vuoi sul tuo cammino,
Ma il mondo fuori è duro
Pieno di problemi, e non ci manderai fuori
Senza essere certo che siamo pronti,
Anche se significa duro allenamento
Più e più volte, finché non sei convinto.
Tu hai imparato a vivere in catene
E che i limiti possono essere una cosa saggia.
Ave, Signore della Disciplina! Insegnaci,
A noi studenti riottosi,
Come disciplinare le nostre anime indomabili,
E ad apprezzare la conoscenza dei nostri limiti.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae.

lunedì 10 dicembre 2012

26 Poseidon - Haloa

Le Haloa, feste della trebbiatura, si festeggiavano in tutta l'Attica, ma principalmente ad Eleusi, dove si diceva ci fosse la prima aia trebbiata da Trittolemo (Haloa deriva appunto da trebbiatura).
Era dedicato a Demetra e Dionisio come protettori dei raccolti. Le offerte erano composte solo da frutti e cereali ed era illegale offrire sacrifici di sangue; il privilegio di portare le offerte all'ara sacrificale era riservato ai sacerdoti.


Questa festa si svolge ogni anno al ventiseiesimo giorno dopo la prima Luna Nuova di Dicembre (o l'ultima di Novembre)

Preghiera delle Haloa

Saluti, Giorno dell'Aia,
In cui ringraziamo per ciò che abbiamo raccolto.
Ringraziamo per ciò che è stato raccolto nell'autunno,
Perchè ora ci sostiene.
Ringraziamo per la fatica dei nostri corpi,
Perchè li mantiene sani,
E fa sì che il nostro nutrimento sia onesto.
Ringraziamo perchè ci è permesso
Di vegliare al ciclo dell'anno,
Dal seme alla pianta alla farina
E di tornare di nuovo al seme.
Ringraziamo per il Sole che muore
Per donare la vita al chicco.
Adesso lo battiamo con forza
E riduciamo le sue ossa in farina,
Per condividere un giorno lo stesso ciclo
Per mano della Morte
E tornare infine al grembo della Terra.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission.

mercoledì 5 dicembre 2012

Preghiera a Sigyn




Colore: colori pastello
Elemento: Aria
Altare: su un drappo di colori pastello mettere varie candele dai colori chiari, fiori e figure sognanti, e in mezzo un drappo grigio con sopra una ciotola colma di ceneri.

Tempo fa, gli Dei combatterono tra di loro,
Molti vennero incatenati, molti uccisi,
E coloro che muovevano le pagine della Storia
Molto dissero, e molto gridarono.
Ma tra coloro che gridavano alcuni
Non vennero ascoltati, e così
La Storia non parla di loro.
Oggi onoriamo Sigyn,
Sposa-bambina di Loki il Trickster che uccise
Balder il Bello, figlio di Odino.
Quando Loki fu disprezzato, tu non ascoltasti.
Quando Loki fuggì, tu lo seguisti.
Quando i tuoi figli vennero uccisi, tu piangesti,
Ma nessuno udì il tuo pianto, tranne la Madre Terra.
Quando il tuo amato fu stretto dal corpo di tuo figlio,
E condannato a un eterno dolore,
Tu dimenticasti tutto il resto
E lo curasti, fedelmente,
Facendo quel che potevi in quei luoghi di terrore.
Signora e moglie premurosa,
Innocente sposa-bambina gettata nella tenebra
E sopravissuta, e divenuta forte.
Tu che accogli nel tuo grembo ciò che è spezzato,
Tu che capisci ciò che bisogna fare
Non importa quali siano le circostanze,
Aiutaci nei momenti di dolore e tormento
Quando ci sentiamo inermi nelle prove della vita.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae.

mercoledì 28 novembre 2012

Preghiera a Sophia

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Colore: rosso e oro
Elemento: Fuoco
Altare: su un drappo rosso mettere una lampada accesa, un calice trasparente pieno di acqua pura, incenso, e delle parole che consideri portatrici di saggezza.

Salve, Grande Madre della Sapienza!
Consorte di Colui Che Non Può Essere Nominato,
Signora la cui voce sottile
Riecheggia attraverso ognuno di noi,
Insegnaci ad ascoltare, Signora,
Insegnaci a fare attenzione
E a considerare bene le nostre azioni,
Per non doverle rimpiangere.
Insegnaci a portare le nostre parole
Attraverso la porta della verità,
Attraverso la porta della necessità,
E insegnaci a sapere quando
Portarle attraverso la porta più lontana,
La porta della gentilezza.
Fa’ che le nostre parole siano sentite
Da orecchie che ne abbiano bisogno,
E mostraci come parlare
Con chiarezza, affinché
Non ci sia incomprensione intorno a noi.
Signora della Sapienza, parlaci,
E in silenzio ascolteremo la tua voce.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae.

mercoledì 14 novembre 2012

Preghiera alla Triplice Dea


Sono la nascita di ogni speranza,
sono la falce di luna crescente,
la Fanciulla, sempre Vergine, sacra sposa,
il primo fiore della primavera.
Nessun uomo ha sollevato il mio velo,
nuova ritorno nel mondo ogni anno.
Sono la signora della gioia e dell'arte
il mio cammino lo segui danzando.
Di vita in vita, tu mi appartieni.
Sono la dolcezza e l'amore per tutte le creature,
sono la forza vitale che ti protegge e ti nutre,
la Madre, l'amante, la guaritrice.
Sono i campi di grano che splendono al sole,
il frutto rotondo che incurva il ramo.
Nel mio grembo ti accolgo misericordiosa,
sono l'abbraccio che consola da tutti i dolori.
Tra le mie mani tengo il tuo cuore,
Di vita in vita, tu mi appartieni.

Sono il corvo nero dell'inverno,
la notte delle ombre infinite,
l'Anziana, l'antica, la strega.
Sono colei che attende paziente
reggendo i fili delle vostre vite.
Solo passando attraverso la soglia
otterrete la vera sapienza,
perché io sola conosco i segreti del mondo.
Di vita in vita, tu mi appartieni.

© Eilantha Redspring 2006 

sabato 13 ottobre 2012

13 ottobre - Fontanalia




Festa romana delle fonti e delle sorgenti, che onora (secondo Varrone) il dio Fons o Fontus, figlio di Giano, che presiede ad esse. Si ornano i pozzi e si gettano fiori e offerte nelle polle e nelle sorgenti.



Preghiera delle Fonti e delle Sorgenti

Saluti, Spirito delle Fonti,
Spirito dei Pozzi e delle Sorgenti,
Dono della Terra!
Perchè anche il nostro mondo è d'acqua,
Perchè anche i nostri corpi sono d'acqua,
Perchè anche nell'aria che respiriamo
C'è la benedetta acqua,
E ancora più preziosa diventa
Quando la sete ci assale.
Fa' che non dimentichiamo mai la generosità
Della santa Madre Terra
Che dona il suo sangue
E le acque del suo grembo
Per darci la vita.
Saluti, Spirito della Fontana!
Tu che sei l'acqua pura
Che fiorisce dalla Terra,
Fa' che ricordiamo che quella purezza
Viene fuori dalla fredda pietra
E dal fango e dall'argilla.
Fa' che ricordiamo i tuoi doni
Ad ogni sorso, ad ogni goccia.
 

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae.

giovedì 27 settembre 2012

27 settembre - Fortuna Reduce

In un mondo come quello romano, dove l'esercito e le guerre avevano un ruolo importantissimo, sembra logico che ci sia una divinità da invocare per assicurarsi il ritorno in patria. Questa divinità è Fortuna Reduce, una delle tante sfaccettature della Dea Fortuna. Ottaviano Augusto, tra le tante onoreficenze che si vide proporre al ritorno dalle campagne cantabriche, accettò solo quella di far erigere un altare alla Dea a suo nome, perchè anche lui, anche se imperatore, era solo uno dei tanti soldati al servizio di Roma.

Fonti: Dione 54, 4
Nella foto: rilievo dall'Arco di Costantino raffigurante il Ritorno trionfale di Marco Aurelio a Roma (Adventus); sullo sfondo il Tempio di Fortuna

giovedì 20 settembre 2012

Un rito per l'Equinozio d'Autunno


L'equinozio d'autunno è un momento cruciale dell'anno.
Il mito più frequentemente associato a questa data è quello del rapimento di Persefone e del suo andare e tornare dai regni della morte al nostro mondo, regolando così il ciclo delle stagioni; infatti a questa data si celebravano ad Eleusi i Grandi Misteri, per ricordare il ritorno di Persefone dal marito e il dolore di Demetra per l'assenza della figlia...dolore che ammantava il mondo di freddo, ma anche di riposo per la natura stanca.

giovedì 13 settembre 2012

Inno omerico a Demetra

 
Demetra dalle belle chiome, dea, veneranda, io comincio a cantare,
e con lei la figlia dalle belle caviglie, che Aidoneo rapì;
lo concedeva Zeus dal tuono profondo, che vede lontano,
eludendo Demetra dalla spada d'oro, dea delle splendide messi
mentre giocava con le fanciulle dal florido seno, figlie di Oceano,
e coglieva fiori: rose, croco, e le belle viole,
sul tenero prato; e le iridi e il giacinto;
e il narciso, che aveva generato, insidia per la fanciulla dal roseo volto,
la Terra, per volere di Zeus compiacendo il dio che molti uomini accoglie.

martedì 11 settembre 2012

Druidismo in mondovisione!

via The Wild Hunt



(andate al min. 22:18)

Domenica c'è stata la cerimonia di chiusura dei Giochi ParaOlimpici di Londra 2012, con una performance di Jay-Z, Rihanna e Coldplay. I direttori artistici della serata, Kim Gavin, David Arnold Misty Buckley hanno presentato un tema stagionale per l'evento, che "ha portato il pubblico in un viaggio attraverso autunno, inverno, primavera e estate."
Parte di questo percorso attraverso le stagioni, recitato da Rory Mackenzie (un rappresentante di Help For Heroes), è stato scritto da Druidi dall'Ordine Druido britannico (BDO).


     "Abbiamo tenuto la cosa segreta, ma Emma Restall Orr e io [Greywolf] sono stati avvicinati dagli organizzatori della
cerimonia di chiusura delle ParaOlimpiadi 2012  con una richiesta sorprendente. Volevano il permesso di utilizzare parti del rituale Gorsedd che abbiamo scritto nel 1997. Quindi [...] queste parole sono state sentite da 750 milioni di persone in tutto il mondo "

Philip Shallcrass (aka Greywolf), Capo dell'Ordine Druidico britannico, afferma che il rituale originale è stato scritto per portare insieme gente di diversa provenienza e fedi, così "il suo uso nella cerimonia di chiusura ParaOlimpica sembra perfettamente in linea con questa intenzione originale." Anche se l'apertura delle Olimpiadi di Londra 2012 presentava accenni al passato pre-cristiano della Gran Bretagna, non dava alcun contributo esplicito alle correnti pagane che esistono nel Regno Unito, una nazione che ha svolto un ruolo importante nella rinascita delle religioni pagane. Così sembra giusto che la cerimonia di chiusura dei Giochi Paralimpici, abbia esplicitamente fatto riferimento ai moderni contributi pagani alla cultura britannica. Ecco un breve estratto della liturgia druidica utilizzata durante la cerimonia di chiusura.

The circle is unbroken,
The ancestors awoken.
May the songs of the Earth
and of her people ring true.
Hail to the Festival of the flame
of root and branch, tooth and claw,
fur and feather, of earth and sea and sky.
 E' possibile leggere tutte le parole usate durante la cerimonia alla relativa pagina del BDO.

Emma Restall Orr, autrice di "Living With Honour: A Pagan Ethics", oltre ad essere co-autore del rituale utilizzato alle ParaOlimpiadi ha anche fondato "The Druid Network" che ha recentemente vinto lo status di associazione benefica nel Regno Unito, il primo gruppo druidico a farlo . Così le è sembrato giusto dare una mano in questo momento innovativo per i druidi britannici. Con questa celebrazione, si può prendere l'apertura delle Olimpiadi e le cerimonie di chiusura delle ParaOlimpiadi come una sola lunga tematica, che racconta la storia della Gran Bretagna dai suoi primissimi giorni attraverso i suoi progressi e le sfide, fino al riconoscere lo spirito di quella terra e i contributi dei pagani. Un giusto tributo agli atleti incredibili alle ParaOlimpiadi, alle origini pagane dei giochi olimpici, e un futuro pluralistico in cui tutti noi possiamo dare una mano nel plasmare ciò che verrà.

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Ogni tanto, una bella notizia, di quelle vere.
D'accordo, probabilmente il 90% delle persone non saprà dell'accenno al druidismo e non lo avrà riconosciuto, ma...sarei fiera di appartenere a un paese che non solo riconosce e onora le sue origini ma da' anche spazio a chi porta avanti un messaggio di armonia e fratellanza.
Hanno chiamato i Quattro Angoli del mondo. 
Paganesimo in mondovisione. Chi l'avrebbe mai detto?  

lunedì 3 settembre 2012

Preghiera delle Tredici Lune


Per i fratelli che cantano alla Tua luce
sotto la Luna del Lupo ti invoco.
Per il vento freddo dell'inverno
sotto la Luna del Ghiaccio ti chiamo.
Per la pioggia, il fulmine e il tuono
sotto la Luna delle Tempeste ti canto.
Per la natura che ritorna a fiorire
sotto la Luna del Fiore ti invoco.
Per le creature che vivono dei Tuoi frutti
sotto la Luna della Lepre ti chiamo.
Per ogni filo d'erba, albero e fiore,
sotto la Luna dei Prati ti canto.
Per coloro che si nutrono dei Tuoi doni
sotto la Luna del Fieno ti invoco.
Per i campi che splendono al sole
sotto la Luna del Grano ti chiamo.
Per il nettare che dona l'allegria
sotto la Luna del Vino ti canto.
Per chi muore per farci vivere
sotto la Luna del Sangue ti invoco.
Per la dolcezza del Tuo candore
sotto la Luna della Neve ti chiamo.
Per il sostegno che ci dai in ogni momento
sotto la Luna della Quercia ti canto.
Perché ci sei sempre, anche quando oscuri il volto,
sotto la Luna Nera, Signora, ti onoro!

© Eilantha RedSpring 2006

martedì 28 agosto 2012

28 agosto - Nascita di Nefti

Nefti (nome egizio Nebet-het), è l'ultima figlia di Geb e Nut, sorella gemella di Isis e in alcune versioni moglie di Seth. Nonostante le leggende l'abbiano relegata sopratutto verso quest'ultimo ruolo, in realtà il suo culto era molto più esteso e variegato.

Era la nutrice del faraone, come lo era stata del nipote Horus; il suo latte donava all'uomo le prerogative proprie del dio.
Oltre a questo ruolo amorevole, Nefti ne aveva anche un altro, feroce e indomabile contro i nemici del faraone, capace di incenerirli con il suo respiro; una protezione che, anche se attribuita ad altre dee in ambito locale, era largamente e ufficialmente riconosciuta in tutto l'Egitto.

Il suo nome significa Signora della Casa, e più in esteso, dei muri e del pilastro, insomma è associata con ciò che protegge e sostiene.

Come la sorella Iside sovrintende alle nascite, lei sovrintende alle morti, ed è spesso raffigurata nelle tombe e nei sarcofagi mentre protegge il morto aprendo le sue ali di falco su di lui, ed è solo emergendo da esse come la farfalla dalla crisalide che il morto può accedere all'aldilà. Perchè ali di falco? Perchè le grida del rapace risuonavano come quelle delle donne colpite dal lutto...

Nel corredo funebre, oltre al sarcofago, era ritratta anche sul vaso canopo che proteggeva i polmoni, assieme ad Hapii, figlio di Horus; erano le sue ali a soffiare l'aria nella bocca del defunto per portarlo a nuova vita.

Con queste premesse ci appare strano che sia la moglie di una divinità "terribile" come può essere Seth, ma è probabile che il legame tra i due risalga a quando Seth era "solo" colui che difendeva la barca di Ra dal serpente Apofis, o sia un collegamento tra i defunti (Nefti) seppelliti nel deserto (Seth).

Links di approfondimento:
  • Nefti sulla Wikipedia inglese
  • Nefti su Philae.nu (in inglese)
  • Nefti su TheKeep.org

Preghiera a Nefti

Signora della Casa,
Colei che dimora in Senu,
Santa Nebet-het, custode del mistero,
Oscura sorella della benedetta Isis,
Madre di Anubis, guida dei morti,
Signora del Setaccio
Che prende le anime sofferenti
Dalla grande massa,
Lascia che le tombe dei benestanti
Glorifichino tua sorella le cui braccia
Stringono solo chi è alto e nobile;
Le tue ali avvolgono i senza nome,
I sepolti avvolti in miseri stracci
Che hanno risparmiato in una vita umile.
Coloro i cui corpi sono asciugati dalle sabbie,
Piegati come bambini nel grembo,
E sepolti nelle infinite sabbie del deserto.
Tu sei l'Oscura della decadenza e della corruzione.
Sei la Signora delle sterili margini del deserto
Che nel tempo dell'inondazione
Fioriscono di nuova vita.
Amica e consigliera dei nuovi morti,
Tu che conforti chi piange il suo lutto,
Tu che dai coraggio alle madri in travaglio,
Nibbio che piange attraverso il cielo,
Tu che capisci cosa vuol dire
Essere sottomessi alla tirannia
E avere il coraggio di volare,
Aiuto a chi il mondo non da' onore
Con gloria e ricchezze: ricordati di noi
Quando verrà il nostro tempo.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission. 


domenica 26 agosto 2012

26 agosto - Nascita di Seth

Seth è il terzo figlio di Nut e Geb. E' conosciuto sopratutto per il suo acerrimo odio verso il fratello Osiride e il suo erede Horus, quando in realtà la leggenda riflette una realtà storica.
Infatti in principio Seth è una divinità del deserto dell'Alto Egitto, e, per estensione, divinità dei morti, perchè è nella sabbia del deserto che sono scavate le prime tombe. Inoltre il suo nome, in varie forme, è associato alla forza regale e alla maestà, dunque era anche protettore dei re. Con l'unificazione dell'Egitto questo ruolo passa a Osiride per quanto riguarda il regno dell'Oltretomba, e ad Horus per il regno sulla terra. Nonostante questo, il suo potere non viene dimenticato e torna, a volte nei nomi reali (Seti,per esempio) o associato a divinità straniere, come il dio hurrita della tempesta Teshup o il mostro greco Tifone.
Uno dei suoi ruoli più importanti è stare sulla prua della Barca Solare ogni giorno, durante il suo cammino nel cielo, e difenderla dal mostruoso serpente Apopi che tenta ogni giorno di impedire il suo passaggio.

Il suo volto è quello di un animale, nonostante sia difficile identificare esattamente quale: è stato definito sciacallo, asino, levriero e gazzella. La forma allungata del muso viene ripresa poi nel bastone detto Was, simbolo di forza e di potere.

Nonostante abbia sposato la sorella Nefti, non hanno figli, perchè Seth essendo il deserto è sterile. Nefti riuscirà ad avere un figlio giacendo con Osiride (ubriaco); secondo alcune versioni è questo a scatenare l'ira di Seth contro Osiride. Gli sono state attribuite varie altre mogli, tra cui Neith (che avrebbe concepito Sobek, il dio coccodrillo), Tauret, o anche le dee caananite Anat e Astarte.

sabato 25 agosto 2012

25 agosto - Nascita di Horus il Vecchio

Il secondo dei figli di Nut e Geb fu Horus il Vecchio, Heru-Wer, chiamato così per distinguerlo dal figlio di Iside e Osiride, Heru-sa-Aset: molti testi non citano questa differenza e la cosa può generare confusione, anche se comunque il culto del secondo si fuse a quello del primo in epoca recente.

Dio guerriero dalla testa di falco, rappresentava la luce, e i suoi occhi erano il sole e la luna. Era il dio patrono della città di Nekhen (Hierakonpolis) ed è stato probabilmente la prima divinità protettrice dei faraoni, oltre ad essere patrono dei fabbri e dei guerrieri.


Uno dei suoi principali aspetti è quello di Heru-Behdety, "Horus della città di Behdet", raffigurato come un disco solare alato; si narra che in questa forma, datagli da Ra, abbia sconfitto Seth o il serpente Apofis.

Sua moglie era Hator (il cui nome significa appunto Casa di Horus), la signora della bellezza e dell'amore; il loro matrimonio, detto Festa della Gioiosa Riunione, veniva festeggiato ogni anno intorno al solstizio d'inverno. I due generarono Ihy.

Links di approfondimento:
Preghiera a Horus il Vecchio

Divino Falco
Signore dei Cieli
Possa Tu venire in pace
La tua figlia ti chiama
Tu che sei forza
Tu che sei saggezza
Dammi forza nelle avversità
Dammi pace nel dolore
E saggezza sopra tutto questo.
Rimuovi ciò che acceca i miei occhi
Affinchè possa vedere Chi mi cammina accanto
Rimuovi i muri che ho costruito
Distruggi la gabbia dove mi sono rinchiusa
Affinchè possa sentire le Tue ali intorno a me
E volare alta nei cieli con Te
Mio amato Padre
Signore del Sole e della Luna
Rendimi degna del Tuo amore
Aiutami a ricordare chi Sei
Signore Luminoso dei Due Orizzonti

Liberamente tradotta dalle preghiere di
Heruiemhotepet

venerdì 24 agosto 2012

24 agosto - Nascita di Osiride

Nel primo dei giorni creati da Thot, nacque Osiride (Ws-ir per gli egizi; quello che noi conosciamo è il nome greco). Il suo nome, Trono dell'Occhio, riflette la sua autorità regale, come discendente di Atum e primo faraone d'Egitto.

Il suo culto intreccia strettamente la credenza teologica del ciclo vita - morte - rinascita con il ciclo della vegetazione, come per altre divinità mediterranee (vedi Attis e Adone).
Fu lui ad insegnare agli uomini la coltivazione dei cereali e della vite; il fratello Seth, invidioso, lo uccise e usurpò il suo trono. La sorella e moglie Iside, aiutata da Nefti e da Anubis (che secondo alcune versioni sarebbe figlio dello stesso Osiride, avuto da Nefti) lo resuscitò creando la prima mummia e concependo con lui Horus, il figlio che lo avrebbe vendicato e che avrebbe ereditato il suo titolo. Osiride sarebbe poi diventato il sovrano e giudice del mondo dei morti; nell'Antico Regno, però, questo ruolo era assegnato ad Anubis, che perde d'importanza e diviene un subordinato di Osiride quando la città di Heliopolis (in cui si venerava l'Enneade) diviene più importante di Hermopolis (e dell'Ogdoade).

Suoi attributi: la pelle di colore verde, simboleggiante la rinascita; porta il copricapo Atef, cioè la corona bianca dell'Alto Egitto affiancata da due piume di struzzo; in mano ha il flagello e lo scettro, simboli di regalità; la sua veste bianca prosegue fino ad avvolgere i piedi, come le bende di una mummia.

La vicenda della sua morte e resurrezione veniva celebrata e rappresentata ogni anno, con varie feste divise tra novembre (il tempo della semina, in cui Osiride entrava nel mondo della morte) e la primavera (in cui si celebrava la rinascita della vegetazione come quella del dio.)

Tra i greci il suo culto si fuse con quello di Dionisio, mentre nei regni ellenistici e tra i romani la sua figura si sovrappose con quella del bue Apis e con l'iconografia di Giove e Plutone, creando così Serapis (Serapide).


Links di approfondimento:

giovedì 23 agosto 2012

23 agosto - fine dell'anno egizio


Con la giornata di oggi l'anno egizio aveva termine. C'erano, però, altri 6 giorni "fuori dal tempo", nati non per il solito cammino del sole nel cielo, ma per l'astuzia di Thot e l'amore di due fratelli...

Accadde che Geb, dio della Terra, e Nut, dea del cielo, si innamorarono. Il loro amore era grande, ma Atum, il padre degli dei, non era d'accordo: se il cielo e la terra fossero rimasti così abbracciati, nulla sarebbe potuto crescere. I due dovevano essere separati, e così Shu, dio dell'aria e loro padre, pose Geb sotto i suoi piedi e sollevò Nut nell'aria. Oltre a questo, Atum lanciò una terribile maledizione: Nut non avrebbe potuto partorire i figli che crescevano nel suo grembo in nessun giorno dell'anno.

Thot però fu mosso a compassione dal dolore della dea, e decise un piano.
Sfidò la luna ad una partita di senet, un gioco simile agli scacchi: la luna mise in palio ogni volta un po' della sua luce. Il dio babbuino giocò e vinse per sei volte, ed ebbe così abbastanza luce per creare cinque giorni non colpiti dalla maledizione di Atum.

giovedì 16 agosto 2012

Patriarcalismi: la suocera maligna

da gazzettino.it

Sposa 13enne venduta per 3.000 euro e stuprata: "festa" per provare la verginità
Ai parenti mostrato il lenzuolo macchiato dopo la violenza
Arrestati i torturatori: il futuro marito e la suocera


VENEZIA - Orrore a Marghera: una 13enne macedone è stata venduta dalla sua famiglia per 3.000 euro come promessa sposa ad un 17enne, sempre macedone, residente con la famiglia nella località veneziana. La famiglia di quest'ultimo, in pratica la futura suocera, la 34enne Jasar Nermin, l'ha poi segregata e torturata con i fili elettrici assistendo e approvando anche le violenze sessuali del figlio.
Ora la 13enne è stata messa sotto protezione dalla squadra mobile che ha arrestato il "futuro sposo", un 17enne macedone, e la madre di quest'ultimo, Jasar Nermin, 33 anni, che sarebbe stata presente e anche "regista" delle violenze.

martedì 14 agosto 2012

Per un indirizzo sbagliato...

Fate sempre attenzione a quello che digitate sulla pagina degli indirizzi...potreste ritrovarvi in posti non gradevoli...

a me è capitato con una "s" in meno -_-


lunedì 13 agosto 2012

13 agosto - Festa di Diana

Colore: bianco
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia bianca mettere tre candele bianche, una luna crescente d'argento, un calice di vino bianco, e figure di orsi, lupi e api.

Ave Diana, Madre Orsa!
Tu proteggi le giovani donne
Nel tempo in cui sono più vulnerabili,
Tra la fine dell'infanzia
E l'inizio della femminilità.
Il tuo ruggito risuona nelle foreste,
Vergine cacciatrice dalle frecce d'argento,
Luna crescente d'argento tra le nubi.
Ave Diana, Madre Ape!
Regina tra le tue sacerdotesse tu voli,
Centro dell'alveare,
Le tue donne sanno pungere e uccidere,
Portando allo stesso tempo dolcezza
Imparagonabile nel suo dorato splendore,
Sotto una bianca luna piena.
Ave Diana, Madre Lupa!
L'antica dentro di te
Non è ossa avvolte in un sudario;
Lei trita le radici con i suoi vecchi denti
Nudi e ringhianti in prima fila nel branco.
Tu sei amica della natura selvaggia
E ai solitari ululanti che la abitano.
Benedici noi, Diana, Triplice Dea,
Con la tua fiera protezione
E la saggezza senza compromessi che porti dentro.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission. 

sabato 11 agosto 2012

La Dea velata - "Giù i veli!" parte 2


Penso al sacro velo che separa il nostro mondo dagli altri.
Penso al velo che copre il volto delle Sacerdotesse della Dea.
Ce ne sono tanti di veli, di cui parlare, di cui bisogna parlare.

Prima parte: qui

Sito: http://www.giuiveli.com/articolo1.php


Certi intellettuali musulmani, difensori del velo, dicono: "Mia moglie, mia figlia non portano il velo", per precisare che la loro posizione non è assolutamente soggettiva. E la loro madre? Non portava il velo?
La madre con il velo. Il velo che ha l'odore della madre. La madre vietata. Il velo che la madre porta su di sé. Questo "gioco" che non lascia mai al suo bimbo, a suo figlio. Il velo ha l'odore del peccato, l'odore della madre vietata. La madre oggetto del desiderio, il desiderio colpevole, represso dalle leggi ancestrali. L'immagine della madre amata, desiderata, presso l'uomo musulmano, è simboleggiata dal velo. Come se questo velo che ha nascosto i capelli della madre sottraesse nello stesso tempo la madre a suo figlio. È per questo che le donne velate attirano maggiormente lo sguardo degli uomini musulmani. La forza viscerale del legame madre-figlio, questo legame di cui il velo materno è stato il tramite durante la prima infanzia e che proietta la sua ombra (l'ombra del proibito, dell'incesto e del desiderio) sulla donna agognata. Il velo che nasconde la donna è tanto detestato quanto desiderato dall'uomo musulmano. Il velo ricorda l'amore materno ma anche la prima ferita, il velo che sottrasse loro la madre.

mercoledì 8 agosto 2012

La Dea velata - "Giù i veli!" parte 1

Penso al sacro velo che separa il nostro mondo dagli altri.
Penso al velo che copre il volto delle Sacerdotesse della Dea.
Ce ne sono tanti di veli, di cui parlare, di cui bisogna parlare.
Per cominciare riporto qui integralmente un articolo di Chahdortt Djavann, scrittrice di origine iraniana.

Sito: http://www.giuiveli.com/articolo1.php

GIÙ I VELI!

Titolo originale: Bas le voiles!
Traduzione dal francese di Mara Giarriti
© 2003 Editions Gallimard, Paris
© 2004 Lindau s.r.l.
Via Bernardino Galliari 15 bis - 10125 Torino
tel. 011/669.39.10 - fax 011/669.39.29
http://www.lindau.it
e-mail: lindau@lindau.it

Prima edizione
ISBN 88-7180-503-8


Ho portato dieci anni il velo. Era il velo o la morte. So di cosa parlo.
Dopo il disastro storico del 1979, l'islam e le sue derive occupano un posto eminente nel sistema educativo in Iran. Il sistema educativo nel suo insieme è radicalmente islamizzato. Le sure del Corano e le sue esegesi, gli Hadith, la shari'a, i dogmi islamici, la morale islamica, i doveri islamici, l'ideologia islamica, la società islamica, la visione del mondo islamica sono altrettanti soggetti inesauribili, tutti obbligatori dalla scuola elementare fino all'università, quali che siano le specializzazioni. "A che serve la scienza se non è al servizio dell'islam!" è lo slogan scandito durante l'anno. Da buona allieva, ci fu un tempo in cui avrei potuto diventare imam o ayatollah se, in queste materie, ci fosse stato posto per le donne.
Da tredici a ventitré anni, sono stata repressa, condannata a essere una musulmana, una sottomessa e imprigionata sotto il nero del velo. Da tredici a ventitré anni. E non lascerò dire a nessuno che sono stati i più begli anni della mia vita.

domenica 5 agosto 2012

16 Metageitnion : Kourotrophos


La festa delle Kourothropos, "coloro che allevano", è dedicata ad Ecate e ad Artemide come protettrici dei bambini.

Nonostante la prima sia ricordata sempre e sopratutto come divinità patrona delle streghe, il suo ruolo di protettrice viene messo in primo piano nella Teogonia di Esiodo, dove la dea...
"...protettrice il Croníde dei pargoli tutti la fece
che gli occhi dopo lei dischiusero ai raggi del sole:
cosí da prima fu tutrice onorata ai bambini."

Esiodo, Teogonia, cap. 9

Anche per Artemide il discorso è meno noto, tanto più che la Dea è nota per aver fatto voto di castità; dunque, perchè farla protettrice dei bambini?

Artemide la Cacciatrice protegge i bimbi nei momenti di passaggio. Innanzitutto quando vengono al mondo: assieme a Illizia, è lei che assiste le donne durante il travaglio, in quanto appena nata ha aiutato la madre Leto a partorire il suo gemello, Apollo.



Secondo, alla Dea erano dedicati i riti di passaggio degli Arkteia o Brauronia, in cui le fanciulle delle famiglie nobili ateniesi smettevano il loro stato di "bambine", per diventare "orse" sacre alla Dea (dovevano travestirsi con pelle d'orso e svolgere particolari danze) e alla fine rinascere dalle orse come donne.
Ad Artemide venivano anche dedicati i giocattoli e le vesti delle bambine divenute donne, e le vesti delle donne morte di parto.

In questo giorno onoriamo le due Dee per la protezione che ci hanno accordato nell'infanzia e per quella che danno ai nostri figli, e in generale a tutti i "cuccioli" (umani o animali) della casa.

martedì 31 luglio 2012

Devozione

Vi ricordate il post su Mazu, la Dea asiatica del Mare? Questa foto, scattata a Taipei qualche giorno fa, la dice lunga su quanto la dea sia venerata e rispettata laggiù...

domenica 29 luglio 2012

In giro con Hermes - paganesimo in rete!

Una nuova rubrica per diffondere gli articoli più interessanti dei blog che seguo abitualmente. Se scovate altri articoli gustosi, sarò lieta di inserirli!

- Cosmowitch: Romanatìsmo
Ilaria discute di pregi e difetti del Ricostruzionismo romano.

- The Wild Hunt: I Have No Plans to Kidnap No Man
Di solito questi articoli vengono fuori verso Samhain...la stagione è già iniziata? >.<
Sembra che i pagani abbiano l'abitudine di rapire le persone e forzarle a partecipare ai loro rituali. Peccato che loro non lo sappiano.
(sì, è sarcasmo.)

- Avalon Blessings: Embracing the Queen
Anche se siamo abituati alla triade Vergine-Madre-Anziana, la Dea di aspetti ne ha molto di più. Elle ci presenta quello della Regina.

- I Racconti dei Demiurghi: la devastazione di Roma, 4° parte
Oltre a deliziarci con il fantasy storico, i Demiurghi si occupano anche della romanità...o di quello che ne è rimasto. Questo articolo fa parte di una serie, tratta da romanoimpero.it, sulla distruzione della Roma pagana e delle sue bellezze.

- Feminism and Religion: A Love Letter to My Body
Più che un post che ogni donna dovrebbe leggere, un post che ogni donna dovrebbe scrivere almeno una volta nella vita.

giovedì 26 luglio 2012

Glastonbury Goddess Conference 2012

"La Glastonbury Goddess Conference è una multiforme celebrazione di cinque giornate sulla Dea, sulla Sua storia e sul Sacro, dentro noi stessi e dentro la terra. Siamo felici di darti il benvenuto in questo magico punto di snodo che è il 2012! La Conference raggiunge il suo diciassettesimo favoloso anno attirando partecipanti da tutto il mondo. Sacerdotesse, Presentatrici, Melisse e partecipanti viaggeranno insieme attraverso cerimonie sacre, dibattiti, workshop, performances e teatro sacro, muovendosi sempre più profondamente nel Cuore di Misteri della Dea. Quest'anno la conference onora la fertile, abbondante donatrice di vita, la Grande Madre Dea nella Sua stagione di Lammas, celebrando la fertilità in tutte le sue forme. Insieme noi esploreremo chi è Lei nelle nostre vite, e i Suoi generosi doni di Vita, Fertilità, Amore, Creatività e Abbondanza."


Foto da Evoking the Goddess

La Glastonbury Goddess Conference nasce diciassette anni fa grazie agli sforzi di Kathy Jones, di Tyna Redpath e di molti altri, precedendo di alcuni anni il progetto - nato anche grazie alla popolarità di questo evento - del Goddess Temple. Conoscendo la durata effimera - sopratutto in Italia - di eventi e attività "serie" in ambito pagano, non possiamo che stupirci non solo della durata, ma anche della grande offerta di attività che la Conference continua ad offrire...sempre tenendo comunque un occhio puntato sulla realtà della vita nel mondo: quest'anno, ad esempio, sarà tra le conferenziere Genevieve Vaughan, che parlerà dell' "economia del dono" e delle possibili risoluzioni della crisi economica mondiale.
Ogni anno la Conference è dedicata ad uno specifico aspetto della Dea, che quest'anno è la Grande Dea Madre. Là in Britannia i Suoi nomi sono Ker, la Madre del Grano, Banbha, Madre della Terra prima del Diluvio, Keridwen madre della magia, e molte altre. Si parlerà del Sacro Femminino visto nel volto della Madre, della maternità fisica e della sua sacralità, della maternità spirituale, la generosità e la creatività, fino ai dibattiti e alle cerimonie per guarire quella parte della Madre che in noi è stata ferita.

Ovviamente, il tutto è ospitato nella fantastica Glastonbury...un villaggio nel Somerset di cui sentirete parlare molto in queste pagine.

Date: dal 31 luglio al 5 agosto...con eventi collaterali fino al 10 agosto.

Per avere altre informazioni potete andare al sito ufficiale e scaricare il programma in pdf.


martedì 24 luglio 2012

Preghiera agli dei greci


Hestia, cuore della casa, prima e ultima nata:
per la luce e calore, la casa e il focolare, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Possente Zeus, potente su tutti gli dei:
protettore, portatore di pioggia, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Nobile Hera, protettrice del matrimonio:
per la famiglia e la fedeltà, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Poseidone, signore delle profondità marine:
amico dei marinai e dei viaggiatori, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Demetra, madre eccellente, piena di virtù:
per i campi fertili e gli alberi carichi di frutti, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Ade, governatore del vasto Oltremondo:
per la fine gentile di una vita lunga, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Atena, figlia di Zeus, occhi grigi:
per la saggezza, per l'abilità, per la vittoria, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Splendente Apollo, arciere infallibile:
per la salute, l'arte, la musica, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Artemide, primogenita della bella Leto:
protettrice dei nostri bambini, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Hermes, furbo figlio di Zeus e Maia:
per le parole, la fortuna e le risate, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Gloriosa Afrodite, gentile, bellissima:
per l'amore, la sensualità, la passione, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Ares, che gioisce tra battaglie e conflitti:
per la forza, la volontà, il vigore, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Abile Efesto, creatore di meraviglie:
per l'artigianato e l'inventiva, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Dioniso, affascinante dio del vino:
per il rapimento e la trascendenza, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Grande Ecate, fanciulla sempre vigile:
guardiana portatrice di torce, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Persefone, dolce regina dei morti:
a te che accoglierai tutti noi, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Pan piede di capra, che vaghi nei luoghi selvaggi:
per l'istinto e l'irragionevolezza, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Gaia, antica su cui viviamo:
per le nostre vite, per l'esserci, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Eros, irresistibile forza del desiderio:
per la follia e la passione sregolata, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Giusta Tyche, che provvedi a tutte le cose buone:
per la fortuna che gentilmente doni, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Nike, patrona di atleti e soldati:
per tutte le nostre vittorie, grazie.
Una voce tra tante, io ti onoro.

Liberamente tradotto da:
Edizioni Lulu.com, 2005, pag. 120-123


giovedì 19 luglio 2012

19 e 21 luglio: Lucaria

I Lucaria erano una festività legata ai boschi (in latino, lucus) e alle divinità che in essi abitavano. In realtà, più che onorare il bosco in sè, si onorava il bosco come luogo di rifugio del popolo romano: infatti il 18 luglio si ricordava la battaglia del fiume Allia, a seguito della quale Roma venne conquistata dai galli di Brenno (e infatti da quel giorno questa data è sempre stata considerata infausta). Gli scampati al saccheggio trovarono rifugio nei boschi accanto alla via Salaria, e ben presto poterono attivarsi per scacciare gli invasori.

Secondo un'altra versione che ci manda direttamente alle origini del popolo romano, in questa festa si onoravano i gruppi di alberi che si lasciavano intatti durante e dopo aver disboscato un'area, per coltivarla o per edificarla. Catone nel De Agricultura ci racconta che questi riti si eseguivano nei boschi prima di abbatterli per metterli a coltura, o comunque prima di dissodare un terreno incolto, e consistevano nel sacrificio di un maiale, e nella recita di formule propiziatorie. Queste andavano ripetute durante i giorni di durata del lavoro, e bisognava rifare tutto dall'inizio in caso di sospensione del lavoro o di interferenza con altre feste religiose.
Abbattere gli alberi quella volta era una cosa seria!

Per Ovidio invece (Fasti 2, 67) era dedicata ad un asilo, cioè un rifugio, che Romolo avrebbe fondato nei pressi del Tevere.
tum quoque vicini lucus celebratur Alerni, /qua petit aequoreas advena Thybris aquas

In questi giorni di calura gli alberi ci danno fresco e riposo. Se avete un albero o un bosco a cui siete particolarmente affezionati, i Lucaria sono il momento migliore per ringraziare questi nostri preziosi compagni.

Links di approfondimento:

- Boschi sacri su Romano Impero

lunedì 16 luglio 2012

KEEP CALM AND...

Un poster così sul soffitto forse mi renderebbe più facile alzarmi al mattino...

Ho detto forse.

venerdì 13 luglio 2012

23 Hekatombaion - Panatenee



Le Panatenee erano le feste più solenni della città di Atene, dedicate ad Atena Polias (protettrice della città) e aperte a tutte i cittadini liberi.
L'origine della festa si perde nella notte dei tempi. Secondo ipotesi più comune si tratterebbe del compleanno della dea.

La processione si raccoglieva prima dell'alba davanti alle porte del Dyplon, a nord della città, e seguiva la via processionale che dall'Agorà saliva all'Acropoli. Alcuni sacrifici venivano fatto di fronte all'Areopago (il tribunale della città) e al Tempio di Athena Nike.
A quel punto gli schiavi e i non ateniesi dovevano lasciare la processione, che entrava nel territorio sacro dell'Acropoli e si fermava al grande altare di fronte all'Eretteo. Il culmine della cerimonia era la dedica alla dea di un nuovo peplo tessuto dalle ergastinai, scelte tra le ragazze nobili della città.

Nel 556 a.C. per iniziativa di Pisistrato si decise di celebrare in modo speciale questa festa, una volta ogni quattro anni: nacquero così le Grandi Panatenee, che si estendevano in più giorni e oltre ai riti religiosi aggiungevano vari giochi e gare sportive.

Del corteo delle Panatenee è rimasta una preziosissima testimonianza figurata nel fregio che avvolgeva la cella del Partenone.
Partendo dall'angolo sud-occidentale vediamo il gruppo dei cavalieri, forse i caduti di Maratona, che prosegue nel lato settentrionale. Seguono gli anziani, i musicisti con le cetre e i flauti, i portatori di idre (vasi per l'acqua), i portatori delle offerte, le pecore e i vitelli per i sacrifici; si snodava poi verso sud-est, dove le ergastinai offrono alla dea il sacro peplo tessuto dalle loro mani durante l'anno.
Il lato sud è dedicato agli dei, Hermes, Dionysos, Demeter, Ares, Iris ed Hera, Zeus seduto sul trono e, sull'altro lato, Athena, Efesto, Poseidon, Apollo, Artemis, Afrodite ed Eros.


Preghiera ad Atena

Canto della grande Atena,
Vigile protettrice della città,
Colei che guarda oltre la guerra,
Il saccheggio, i pianti e la mischia.
E' Lei che protegge le persone,
Dovunque vadano o arrivino.
Signora dell'olivo,
Signora dello scudo e della lancia,
Signora di saggezza e strategia,
Mente fredda che riscalda gli animi,
Mentore di principi ed eroi,
Figlia di Zeus, dagli occhi celesti,
Insegnaci a pensare!
Ti onoriamo, Dea, dacci spirito buono
E il tuo favore benedetto!
 
Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission.